La campagna di lancio di Stranger Things 5 è un caso esemplare di comunicazione omnicanale: attivazioni digital, guerrilla marketing, retail esperienziale, influencer e licensing globale. Analizziamo come Netflix ha costruito una delle campagne più iconiche degli ultimi anni, sfruttando al massimo ogni canale.
Una strategia integrata che va oltre la TV
La serie è diventata negli anni un vero ecosistema di marca, capace di influenzare estetiche e trend culturali su scala globale.
La strategia per la stagione finale ha combinato in modo perfettamente orchestrato retail, digital, eventi, merchandising e contenuti social, con una pianificazione che è stata inserita tra le campagne social più efficaci e riconoscibili degli ultimi anni.
Il risultato è un modello di comunicazione dove la serie non viene solo guardata, ma vissuta: piattaforme, punti vendita, spazi pubblici e contenuti digitali lavorano insieme per creare continuità narrativa.
Campagne digital, social e influencer: il motore dell’engagement globale
La narrativa digitale ha anticipato e accompagnato l’uscita della stagione con teaser, poster interattivi e contenuti visivi progettati per diventare virali, come il poster pubblicato su Instagram che ha generato milioni di interazioni.
Il cast è stato utilizzato come acceleratore naturale della comunicazione: la loro presenza social ha amplificato engagement, reach e sentiment, in linea con la teoria che evidenzia quanto siano una risorsa strategica per i brand. Challenge, UGC e contenuti mobile-first hanno esteso la partecipazione a livello globale.
La campagna digitale ha applicato principi di viralità basati su hype costante, nostalgia e formati brevi ottimizzati per mobile.
Guerrilla marketing e installazioni fisiche: la serie prende vita nelle città
Lato fisico, l’operazione ha coinvolto città in tutto il mondo con installazioni immersive e iniziative urbane. Negli Stati Uniti, un esempio è stato l’evento ciclistico “One Last Ride”, che ha trasformato un simbolo narrativo della serie in un’esperienza collettiva.
A livello globale, pop-up, scenografie e ambientazioni del Sottosopra sono apparse in centri commerciali, piazze e spazi urbani con un approccio esperienziale che fondeva fisico e digitale.
Le attivazioni con il licensing hanno garantito una presenza capillare in decine di Paesi, adattando creatività e installazioni alle culture locali.
Questo approccio ha trasformato la serie in un ambiente vivo e tangibile, capace di invadere quotidianamente lo spazio urbano.
Omnicanalità retail: quando il punto vendita diventa esperienza
Il retail ha avuto un ruolo centrale, con una campagna tra le più estese mai realizzate per una serie TV. Negli Stati Uniti, punti vendita sono stati trasformati in spazi esperienziali con prodotti esclusivi, allestimenti e percorsi a tema.
Il sistema di licensing ha generato centinaia di collaborazioni globali, creando un vero e proprio universo commerciale che declina la serie in abbigliamento, food, beauty, toys e lifestyle.
Anche il settore food ha visto integrazioni originali, come il caso del menù tematico e del packaging dedicato di KFC.
La campagna retail non si limita a vendere prodotti, ma potenzia l’immaginario della serie rendendolo parte del quotidiano dei fan.
Budget e ripartizione: un’operazione da franchise globale
Il perimetro della campagna suggerisce un budget multimilionario distribuito su digital advertising, merchandising, eventi, logistica e produzione creativa. La complessità del progetto è tranquillamente paragonabile a quella di un blockbuster cinematografico.
Una stima plausibile di distribuzione:
- Digital e contenuti social: 25–30%
- Retail & licensing: 25–30%
- Guerrilla & installazioni fisiche: 20–25%
- Media tradizionali: 10–15%
- PR, partnership, riserva creativa: 5–10%
Questa suddivisione evidenzia un equilibrio dove ogni canale rafforza gli altri, rendendo la campagna una macchina integrata e riconoscibile.
La lezione di Stranger Things per brand e comunicazione digitale
L’operazione dimostra che il successo non deriva da un singolo contenuto o piattaforma, ma da una narrativa che vive contemporaneamente su più livelli: digitale, retail, spazi urbani, prodotti, fandom.
Questo modello offre spunti concreti su come progettare campagne che non si limitano a comunicare, ma costruiscono mondi, esperienze e comunità.
Non è finita qui
La colossale campagna di Stranger Things 5 non è l’unica notizia a tema digital della settimana. Tra le principali novità:
- Reel extralarge su Instagram – La piattaforma sfida YouTube estendendo la durata dei video: un aggiornamento della fotocamera in-app permetterà di registrare Reel fino a 20 minuti, offrendo ai creator molto più spazio per lo storytelling.
- Il Recap di YouTube Music si evolve – Per competere con l’egemonia di Spotify Wrapped, YouTube potenzia la sua funzione di riepilogo: arrivano i Recap stagionali personalizzati, per analizzare i propri trend d’ascolto senza dover aspettare la fine dell’anno.
- Nuovi font “pop” per Meta – Aggiornamento creativo per gli strumenti di editing di Instagram: tra i nuovi caratteri disponibili spicca un font in stile retrò che omaggia l’estetica di Stranger Things, perfetto per cavalcare i trend nostalgici nelle Stories.
- ChatGPT diventa personal shopper – OpenAI lancia una sfida diretta a Google integrando funzioni di shopping nella sua AI: il chatbot ora può suggerire prodotti specifici completi di immagini e link diretti per l’acquisto, semplificando drasticamente la ricerca online.
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Scritto da
Lorenza Conte