Quando il Villaggio Olimpico di Milano parla social

Quando il Villaggio Olimpico di Milano parla social

Stanze, letti, mensa, spazi comuni: il dietro le quinte della vita olimpica prende forma attraverso stories e reel, trasformando il Villaggio in un racconto collettivo fatto di micro-narrazioni quotidiane.

Il Villaggio Olimpico come “set social” spontaneo

Quando arrivano i grandi eventi, il racconto non passa più solo dai comunicati ufficiali. Oggi a costruire l’immaginario sono soprattutto i contenuti social, spontanei, diretti, autentici. È quello che sta accadendo al Villaggio Olimpico di Milano, diventato in poche ore protagonista di TikTok e Instagram grazie ai video condivisi dagli atleti.

Situato in via Lorenzini nell’area di Porta Romana, ospita gli atleti delle discipline del ghiaccio: hockey su ghiaccio, pattinaggio di figura, pattinaggio di velocità e short track.

Da fuori è un complesso essenziale, circondato dai cantieri. Ma sui social cambia completamente prospettiva: bandiere, corridoi, kit di benvenuto e dettagli delle stanze diventano contenuti capaci di umanizzare l’evento e avvicinarlo al pubblico.
Un esempio perfetto di come uno spazio pensato per la funzionalità possa trasformarsi in narrazione visiva grazie allo sguardo di chi lo vive.

Tour, stories e prime impressioni: il racconto passa dagli atleti

Tra i primi a documentare l’arrivo c’è Jenn Gardiner, giocatrice canadese di hockey su ghiaccio, che accompagna i follower in un tour informale: ingresso nel Villaggio, corridoi riservati alla sua squadra, stanza e kit di benvenuto.

Il tono è quello tipico dei social: nessuna costruzione artificiale, solo prime impressioni, emozione e curiosità. Ed è proprio questa spontaneità a rendere i contenuti credibili e altamente ingaggianti.

“I letti sono in cartone?”: quando una FAQ diventa contenuto virale

Tra i temi più discussi c’è quello dei letti, dopo le polemiche delle Olimpiadi di Parigi 2024. A rispondere direttamente è la danzatrice sul ghiaccio britannica Phebe Bekker, che in un video ironico e diretto mostra il materasso e chiarisce il dubbio: niente cartone, ma letti in legno e materassi veri.

Un contenuto semplice, ma estremamente efficace: intercetta una domanda diffusa, la trasforma in video e rafforza la percezione positiva della struttura.
Un esempio chiaro di come il racconto autentico degli atleti funzioni meglio di qualsiasi messaggio istituzionale.

@phebebekker Cardboard beds in the Olympic village?! The question everyone wants to know🤣 #olympics #milanocortina2026 ♬ original sound - Phebe Bekker|Figure Skater🇬🇧

La mensa olimpica diventa format: “la pasta è da 8”

Altro protagonista dei video è il cibo. I danzatori sul ghiaccio statunitensi Emilea Zingas e Vadym Kolesnik si concentrano sulla mensa, testando diversi piatti e commentandoli in tempo reale.

Il verdetto?
“La pasta è eccezionale, da 8”.

Un giudizio che diventa immediatamente contenuto virale e rafforza un’immagine positiva del Villaggio. Qui il food non è solo nutrizione, ma esperienza raccontabile, perfetta per i linguaggi social.

@zingaskolesnik33 Exploring the Olympic village part 1😋#milanocortina2026 #olympics #icedance #iceskatingtiktok @Samsung @Olympics @Team USA ♬ original sound - Emi and Vadym

Dentro il Villaggio: spazi pensati per essere vissuti (e raccontati)

Il Villaggio Olimpico di Milano è un piccolo ecosistema:

  • palestra aperta 24 ore su 24
  • sale videogame e spazi di socialità
  • aree per yoga e meditazione
  • presidio medico interno

Sono ambienti funzionali, ma anche altamente “contenutizzabili”: luoghi che si prestano naturalmente a essere raccontati, fotografati, filmati. E infatti lo sono, ogni giorno, dagli atleti stessi.

Quando il branded storytelling lo fanno le persone

Dal punto di vista della comunicazione, il Villaggio Olimpico di Milano è un caso interessante: la narrazione non è guidata dall’alto, ma nasce dal basso. Gli atleti diventano creator, i follower pubblico attivo, e lo spazio fisico si trasforma in racconto digitale.

Il risultato è una comunicazione autentica, non patinata, capace di generare fiducia e interesse. Un esempio concreto di come, oggi, i grandi eventi vivano (e crescano) soprattutto attraverso lo storytelling social.

Perché a volte basta un letto comodo, una mensa promossa e uno smartphone per costruire il racconto più efficace di tutti.

Non è finita qui

Il Villaggio Olimpico sui social è solo l’inizio: ecco cos’altro sta succedendo nel mondo digital.

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