La comunicazione aziendale oggi passa anche (e spesso soprattutto) dalle persone che la rappresentano. Su LinkedIn, i profili apicali diventano asset strategici per costruire autorevolezza, rafforzare l’employer branding e dialogare con stakeholder e talenti. Gestirli in modo strutturato significa unire personal branding e visione aziendale in una presenza credibile ed efficace.
Perché oggi la comunicazione passa anche dai profili LinkedIn delle figure apicali
Oggi la comunicazione aziendale non passa più solo dai canali ufficiali, ma anche – e sempre di più – dalle persone che rappresentano l’azienda. CEO, direttori e manager sono diventati veri e propri ambasciatori del brand: attraverso i loro canali social, e in particolare LinkedIn, contribuiscono a costruire reputazione, autorevolezza e fiducia.
Per questo si parla sempre più spesso di social executive communication, ovvero la gestione strategica della comunicazione digitale delle figure apicali, strettamente collegata alle attività di personal branding e alla comunicazione corporate.
In questo scenario, LinkedIn è il canale centrale: è qui che si informano stakeholder, partner, clienti e potenziali candidati. È qui che si costruisce la percezione di un’azienda a livello business e culturale, non solo commerciale.
Gestire in modo strutturato i profili LinkedIn delle figure apicali significa quindi lavorare su più livelli:
- rafforzare l’autorevolezza dell’azienda
- costruire thought leadership su temi di settore
- supportare l’employer branding e l’attrazione dei talenti
- migliorare la comunicazione interna, rendendo la leadership più visibile e riconoscibile
Un profilo LinkedIn curato e una buona alfabetizzazione digitale sono oggi un vero e proprio biglietto da visita, soprattutto per le nuove generazioni, che osservano sempre più spesso non solo cosa fa un’azienda, ma come comunicano le persone che la guidano.
Social executive communication: perché è strategica per le aziende
La social executive communication non è semplicemente “pubblicare post su LinkedIn”, ma un’attività strategica che ha impatti concreti sul posizionamento aziendale.
Una figura apicale attiva e rilevante su LinkedIn contribuisce a:
- aumentare la credibilità dell’azienda
- posizionare l’azienda come punto di riferimento su temi di mercato e innovazione
- umanizzare il brand, rendendolo più vicino alle persone
- rafforzare il senso di appartenenza dei dipendenti e attrarre nuovi talenti
- creare relazioni con stakeholder e business community
In altre parole, il profilo LinkedIn di un manager non è solo un profilo personale, ma un asset di comunicazione aziendale a tutti gli effetti.
Come gestire i profili LinkedIn apicali: metodo e fasi operative
Gestire in modo efficace i profili LinkedIn delle figure apicali richiede un metodo strutturato, che parte dall’ascolto e arriva alla costruzione di un piano editoriale coerente.
1. Allineamento delle aspettative e degli obiettivi
La prima fase riguarda l’allineamento con la figura apicale e con l’azienda.
È importante chiarire:
- quali sono gli obiettivi (awareness, posizionamento, talent attraction, visibilità aziendale)
- quale target si vuole raggiungere
- quale ruolo deve avere il profilo LinkedIn all’interno della comunicazione aziendale
- quanto tempo la persona può e vuole dedicare al progetto
Questa fase è fondamentale per definire il perimetro del progetto e costruire una strategia di personal branding coerente con la comunicazione corporate.
2. Analisi del profilo LinkedIn e livello di partenza
Il secondo passo è un assessment iniziale del profilo LinkedIn e della presenza digitale della persona.
Questa fase include:
- analisi del profilo (immagine, headline, about, contenuti pubblicati)
- analisi del network
- analisi del posizionamento attuale
- breve intervista per capire familiarità con LinkedIn e con i social
In alcuni casi può essere utile prevedere una breve formazione, per migliorare l’utilizzo della piattaforma e rendere la persona più autonoma e consapevole.
3. Definizione del tone of voice e dei temi di contenuto
Uno dei momenti più importanti è la definizione del tone of voice e degli argomenti.
Per farlo, è utile lavorare su:
- esempi di altri profili LinkedIn
- modelli di comunicazione da seguire
- esempi di comunicazione da evitare
- reference visive e moodboard (stile fotografico, illustrato, grafico, ecc.)
A volte è utile lavorare anche “per esclusione”: capire cosa la persona non vuole comunicare o come non vuole apparire aiuta molto a trovare la direzione giusta.
4. Intervista e raccolta dei contenuti
Una parte centrale del lavoro è l’intervista con la figura apicale, necessaria per raccogliere spunti, idee e punti di vista.
Durante questa fase possono emergere:
- opinioni su mercato e trend
- riflessioni su leadership, lavoro, formazione
- esperienze personali e professionali
- considerazioni su materiali come report, dati, grafici, immagini
Non tutto diventerà un post, ma tutto serve per costruire una linea editoriale coerente e autentica.
5. Piano editoriale LinkedIn per figure apicali
Una volta raccolti gli input, si costruisce un piano editoriale LinkedIn strutturato e diversificato.
Un buon piano editoriale per profili apicali include solitamente:
- contenuti di scenario e commento ai trend di mercato (thought leadership)
- contenuti legati a persone, lavoro, formazione e cultura aziendale
- contenuti su progetti, eventi, risultati e momenti aziendali
- contenuti più personali e di visione, legati alla leadership e all’esperienza
Ogni contenuto deve avere un obiettivo preciso e contribuire al posizionamento complessivo della persona e dell’azienda.
6. Workflow operativo e gestione dei contenuti
Definiti piano editoriale e contenuti, si passa alla fase operativa.
A seconda dell’organizzazione e della disponibilità della figura apicale, il workflow può essere diverso:
- l’agenzia gestisce direttamente la pubblicazione
- l’agenzia prepara i contenuti e la persona pubblica
- si lavora con un sistema di approvazione e revisione condivisa
Non esiste un unico modello: il processo va costruito su misura, in base alle esigenze dell’azienda e al livello di coinvolgimento della persona.
Personal branding e LinkedIn: l’importanza dell’autenticità
Un progetto di social executive communication funziona davvero solo se la persona si riconosce nei contenuti che vengono pubblicati. Per questo è fondamentale trovare un equilibrio tra le best practice di LinkedIn, lo stile personale, il ruolo aziendale e gli obiettivi di comunicazione. Sono progetti altamente personalizzati che richiedono partecipazione attiva: la figura apicale deve dare feedback e confrontarsi, il consulente deve saper ascoltare, porre le domande giuste e tradurre idee complesse in contenuti chiari ed efficaci, e infine è essenziale che azienda e persona condividano visione, obiettivi e messaggi.
Social executive communication e personal branding: un asset strategico
Oggi la social executive communication e il personal branding su LinkedIn delle figure apicali non sono più attività accessorie, ma veri e propri asset strategici per la comunicazione aziendale.
Integrare comunicazione corporate e comunicazione apicale permette di costruire nel tempo una presenza autorevole, credibile e coerente, capace di parlare sia al mercato sia alle persone.
In bDigital supportiamo aziende e figure apicali nella gestione strategica dei profili LinkedIn, sviluppando progetti di social executive communication e personal branding su misura.
Lavoriamo a fianco di manager e aziende per costruire contenuti autentici, coerenti e in linea con il posizionamento aziendale, trasformando LinkedIn in un vero strumento di comunicazione e posizionamento.
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Scritto da
Orsola Cappelletto