Instagram e il calo dei follower: cosa sta succedendo

Instagram e il calo dei follower: cosa sta succedendo

Instagram ha avviato una massiccia operazione di pulizia eliminando bot, profili spam e follower inattivi. Il risultato? Un calo improvviso delle community di creator e celebrità. Ma più che una perdita reale di audience, si tratta di un reset delle metriche che punta a rendere più autentico e trasparente il sistema dei follower.

Il “reset” di Instagram e il calo improvviso dei follower

Negli ultimi giorni Instagram è tornato al centro dell’attenzione per un fenomeno tanto silenzioso nei processi quanto evidente nei numeri: un improvviso calo dei follower registrato da moltissimi profili, dai creator alle celebrità globali.

L’8 maggio, la piattaforma ha avviato una massiccia operazione di bonifica volta a eliminare account bot, profili spam e follower inattivi. Un intervento che ha funzionato come un vero e proprio “reset” dell’ecosistema, con l’obiettivo dichiarato di rendere più trasparenti le metriche e restituire al mercato dei social dati più realistici.

Il risultato, però, è stato immediato e visibile con effetti che vanno ben oltre il semplice dato numerico e aprono una riflessione più ampia sulla qualità delle community digitali.

Come funziona la rimozione di bot e account inattivi

L’intervento di Instagram si inserisce in una logica ormai ricorrente nelle piattaforme social: la manutenzione periodica dell’ecosistema per contrastare la crescita di bot, account dormienti e attività non autentiche.

Questa operazione, tuttavia, ha avuto una portata eccezionale per velocità e intensità. In poche ore milioni di follower sono stati rimossi, generando cali improvvisi. La stima è di circa 96 milioni di account eliminati in una notte.

Come ha spiegato Adam Mosseri, CEO di Instagram, non si tratta di una penalizzazione né di un cambiamento dell’algoritmo, il processo rientra nelle attività regolari della piattaforma.

“Rimuoviamo regolarmente account molto inattivi o bot. Di solito non succede a così tanti account tutti insieme, ma questa volta è avvenuto molto rapidamente. Non influenzerà la tua portata: gli account rimossi erano inattivi o non autentici”.

Il messaggio è chiaro: meno numeri gonfiati, più qualità.

 

C’è chi perde follower e chi no

Il caso più discusso in Italia riguarda Chiara Ferragni, che ha registrato una perdita di circa 387.000 follower in poche ore (l’1,39% del suo totale). Una cifra che, pur rappresentando solo una piccola percentuale del totale, ha avuto un forte impatto simbolico.

Diverso il comportamento di altri profili italiani, come Giulia De Lellis e Giulia Salemi, che hanno registrato cali minimi (rispettivamente circa lo 0,10% e lo 0,09%). Un dato che viene spesso letto come indicatore di community più “organiche”, composte da utenti reali e attivi.

Anche profili come quelli di Michelle Hunziker, Federica Pellegrini e Stefano De Martino hanno subito variazioni contenute, coerenti con una presenza social meno costruita su logiche puramente da influencer.

Il messaggio che emerge è interessante: la dimensione del calo non dipende solo dalla popolarità, ma dalla qualità storica della crescita del profilo.

E a livello globale? I numeri da capogiro

Se in Italia il fenomeno si è tradotto soprattutto in una narrazione mediatica, a livello internazionale assume proporzioni numeriche quasi difficili da immaginare.

Il caso più eclatante riguarda Cristiano Ronaldo, che avrebbe perso circa 18 milioni di follower.

Non meno rilevanti le perdite registrate da alcune delle più grandi figure del mondo pop e lifestyle, tra cui Kylie Jenner, che avrebbe visto diminuire la propria fanbase di circa 15 milioni di account.

In questo scenario, il punto non è tanto “chi perde di più”, quanto la consapevolezza che una parte consistente delle audience digitali costruite negli anni includeva inevitabilmente una quota di follower non autentici o inattivi. Ed è proprio qui che si apre la lettura più interessante del fenomeno: la percezione della popolarità online viene improvvisamente riallineata alla realtà.

Meno numeri, più realtà

Quella osservato è un intervento di riallineamento delle metriche della piattaforma. Il calo dei follower non incide sull’audience realmente raggiunta, ma sulla qualità dei dati che oggi descrivono reach ed engagement.

Dal punto di vista operativo, la distribuzione dei contenuti resta invariata: a cambiare è la base su cui vengono misurate le performance. Più che una perdita di follower, si tratta quindi di una normalizzazione del sistema, che riduce la distorsione delle vanity metrics e restituisce indicatori più attendibili per creator, brand e inserzionisti.

Non è finita qui

Questa non è l’unica novità recente dal mondo Instagram:

  • Instagram Instants: la nuova funzione del social di Meta, ha l’obiettivo di riportare al centro l’autenticità delle immagini così come vengono scattate nell’immediato, senza la mediazione di filtri e modifiche.

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