Perché le serie Netflix sono sempre più centrali nelle strategie di brand

Le serie Netflix non sono più soltanto prodotti di intrattenimento. Sempre più spesso diventano spazi narrativi estesi, capaci di vivere oltre lo schermo e di intrecciarsi con il mondo dei brand. In questo scenario, le collaborazioni non assumono la forma di semplici sponsorizzazioni, ma si configurano come operazioni culturali, in cui storytelling, identità visiva e consumo si fondono.

Trend Social 2026: la fine del feed generico e l’era dell’AI agentica

Il 2026 segna un punto di non ritorno per le piattaforme digitali: l’intrattenimento di massa lascia spazio all’iper-personalizzazione. L’AI diventa un assistente proattivo che filtra il rumore, mentre le community si spostano in spazi più privati e “bunkerizzati”. I Trend Social 2026 stanno così riscrivendo le regole del marketing, tra ricerca che diventa conversazione e shopping sempre più immediato.

5 tendenze di Social Media Marketing B2B per il 2026

Il panorama del social media marketing sta cambiando rapidamente e il B2B non fa eccezione. Nel 2026 le aziende dovranno affrontare nuove sfide e cogliere opportunità uniche per restare competitive. In questo articolo, bDigital esplora le 5 tendenze più significative per il B2B, con consigli pratici per integrare queste strategie nella tua comunicazione digitale.

STRANGER THINGS 5: l’omnicanalità che trasforma un lancio in un fenomeno culturale

La campagna di lancio di Stranger Things 5 è un caso esemplare di comunicazione omnicanale: attivazioni digital, guerrilla marketing, retail esperienziale, influencer e licensing globale. Analizziamo come Netflix ha costruito una delle campagne più iconiche degli ultimi anni, sfruttando al massimo ogni canale.

Canva piglia tutto: è assalto totale ad Adobe e CapCut

Canva lancia la sfida definitiva al mercato creativo con due mosse simultanee: la suite professionale Affinity diventa gratuita e arriva il nuovo Video 2.0 potenziato dall’AI. L’obiettivo è chiaro: abbattere le barriere d’ingresso per rubare utenti a Adobe e CapCut, puntando tutto su un modello dove il software è un diritto, ma l’intelligenza artificiale è un lusso.

Quando l’IA ci fa “brillare” ma non ci rende più brillanti

Un gruppo di ricercatori dell’Aalto University ha pubblicato uno studio su Computers in Human Behavior: quando le persone svolgono un compito con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, ottengono risultati leggermente migliori. Il punto è che si sentono anche molto più competenti — più di quanto non siano davvero.